NON C'È FUTURO SENZA METALLI RARI
03 Febbraio 2012
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Il 31 gennaio di quest'anno, al Technology Briefing dell'EMPA (a Duebendorf, Svizzera), ricercatori e rappresentanti dell'industria hanno spiegato perchè i metalli rari sono essenziali per molte tecnologie chiave e come l'immenente carenza possa essere evitata. "Non c'è futuro senza metalli rari". Questo sembra essere il messaggio molto chiaro con il quale Peter Hofer, membro del consiglio d'amministrazione di EMPA, ha salutato gli ospiti al convegno Technology Briefing organizzato presso l'Accademia EMPA. Dopo tutto sono i metalli rari che nelle batterie e nei motori consentono ai veicoli elettrici di funzionare e nei convertitori catalitici consentono di ripulire i gas di scarico. Secondo Hofer "materiali con proprietà speciali, sono essenziali se vogliamo trovare nuove soluzioni ai problemi causati dalle nostre sempre crescenti esigenze di mobilità". I metalli rari includono gallio, indio, cobalto, platino e terre rare che vengono utilizzati (insieme con ferro e boro), per esempio, per produrre i potenti magneti necessari nelle turbine eoliche. I produttori usano il tantalio per i condensatori nei circuiti stampati (PCB) dei telefoni cellulari poichè questo metallo consente di immagazzinare (e rilasciare) in questi piccoli componenti, grandi quantità di energia elettrica. Più del 60% del tantalio estratto, viene usato in questa applicazione.
BRUTTE NOTIZIE
Ma come ha spiegato Patrick Wager, esperto di metalli rari, esiste anche un'altra faccia della medaglia. Queste materie prime, estratte e raffinate in pochi paesi, non hanno fonti alternative facili da trovare e hanno un tasso di riciclo molto basso: perciò vengono considerate materie prime critiche. La Cina, per esempio, controlla completamente le forniture di terre rare, da cui vengono prodotti i magneti permanenti ad alte prestazioni. Wager, membro del laboratorio tecnologico dell'EMPA, ha aggiunto che le restrizioni all'esportazioni imposte dal governo cinese hanno fatto impennare i prezzi con rallentamenti nelle consegne. Sono stati fatti grandi sforzi per ridurre questa dipendenza, attraverso l'ampliamento delle possibili forniture al di fuori dalla Cina come negli Stati Uniti, in Australia e Groenlandia con conseguenti implicazioni anche per l'ambiente. Il tantalio, richiesto per i micro-condensatori ad alte prestazioni, è considerato dall'industria della micro-elettronica come molto difficile da rimpiazzare e ad oggi non è possibile recuperarlo alla fine del ciclo di vita dei prodotti. In particolare preoccupa che il tantalio venga estratto illegalmente in alcuni paesi del Centro Africa in condizioni inumane e che gli utili derivanti dalla sua vendita servano a finanziare feroci guerre civili. LA SFIDA DEL RICICLAGGIO
Ma il recupero di metalli rari è tutt'altro che facile. Non è possibile estrarli semplicemente con cacciavite e martello. Christian Hagelüken, della Unicore, una delle più grandi aziende di riciclaggio, chiarisce che il processo di recupero è almeno altrettanto complesso della progettazione e realizzazione degli apparecchi che ospitano i metalli. I metalli rari si trovano in strati sottilissimi e in lega con altri elementi, quindi richiedono processi di recupero molto complessi. Anche processi di recupero adeguati, ad oggi, non garantiscono percentuali sufficienti di riciclo.
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