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LA FEBBRE DELL'ORO IN CINA, SEGNALE DEL TRACOLLO FINANZIARIO DELL'OCCIDENTE?
03 Dicembre 2011

lingotti_oroIn Cina sembra proprio è scoppiata da mesi la febbre dell’oro. Secondo i dati del World Gold Counsil, sulla terra ci sono 165.000 tonnellate di oro, estratte durante tutto il corso della storia umana; per avere un’idea esatta di quanto sia poca la quantità d’oro esistente, basta dire che tutto l’oro del mondo entrerebbe in una stanza lunga 20 metri, larga sempre 20 metri e profonda ancora 20 metri, ossia un cubo. È dunque, la rarità a rendere l’oro un bene tanto prezioso.

 

Negli ultimi anni, la Cina sta sperimentando una veloce e iperbolica crescita economica, tanto che nel 2010 è diventata la seconda economia del mondo ed entro pochi anni diventerà la prima economia del mondo, sorpassando gli Stati Uniti.

Ovviamente, la crescita economica della Cina si riflette anche nel consumo di oro. Sempre secondo il World Gold Concil, nel corso del 2010 la domanda di oro in Cina è stata di 579,5 tonnellate, più del doppio rispetto a quella statunitense, arrivata a 233,3 tonnellate. Secondo quanto riportato da Forbes, il 25% della produzione mondiale di oro finisce in Cina. È tra i precursori che imboccarono con decisione la strada dell’incremento dell’oro nella riserva della sua banca centrale.

Dal 2007 la Cina, anno in cui ha superato il Sudafrica, è il principale produttore mondiale di oro e nel corso dell’ultimo anno ha registrato una produzione record di 340 tonnellate. Benchè, sia ormai il principale produttore mondiale di oro, la enorme domanda interna nel 2010 ha fatto crescere le importazioni di ben cinque volte rispetto al 2009. Nel corso del primo mese del 2011, la febbre dell’oro ha avuto una forte impennata, se si considera che la Banca Industriale e Commerciale della Cina ha venduto circa 7 tonnellate di oro fisico, contro le 15 tonnellate dell’intero 2010.

 

Black_Tuesday

Perchè la Cina ha una vera e propria febbre per l’oro? Non è facile dare una risposta, ma si possono avanzare alcune ipotesi. Innanzitutto, potrebbe tutelare i propri investimenti internazionali, diversificando l’uso del piramidale eccedente monetario generato dalle esportazioni. Finora, il principale investimento era rappresentato dai dollari e dai titoli cartacei del debito pubblico degli StatiUniti. Di fatto  la Cina detiene la più grande riserva mondiale di dollari, più di 2.800 miliardi, oltre ad essere il paese che possiede la quota piu alta del debito pubblico statunitense (altri 1.160 miliardi sempre in dollari). Altra possibile spiegazione di questo accumulo d’oro sarebbe la necesita di tutelarsi contro i forti rincari dei beni agricoli.

Non mancano altre ipotesi, anche inquietanti. La Cina vorrebbe imporre al mondo, come moneta di riserva mondiale il Yuan, la sua moneta, in sostituzione o parallela al moribondo dollaro. A tal fine è necessario che, oltre alla forza propulsiva della sua economia, sia rispaldata, garantita e protetta anche dall’oro. Se la Cina ha deciso di accelerare l’incremento delle proprie riserve in oro, come passaggio necessario per internazionalizzare il yuan, possiamo ben aspettarci un considerevole balzo verso l’alto del prezzo dell’oro. Secondo varie fonti stiamo andando a ritmo sostenuti verso questo scenario. Ad esempio, Chuck Butler, presidente di Ever Bank, prevede che l’oro nei prossimi anni possa raggiungere i 5.000 dollari.

L’ultima ipotesi, la più inquietante, è che la febbre dell’oro di Pechino è dettata dalla certezza che siamo alla vigilia di un altro terremoto finanziario mondiale. Tutti i Paesi e le grandi economie occidentali, industriali sono altamente indebitati ed i loro debiti pubblici sono praticamente insostenibili, impagabili. La Cina diagnostica e pronostica quel che è a tutti gli effetti il “tracollo occidentale”, e corre ai ripari per tutelarsi da questa possibile ed imminente crisi finanziaría mondiale. Siamo alla vigilia della grande crisi, momentaneamente superata negli anni 2008 e 2009 con i grossi trasferimenti di denaro pubblico alle banche ed imprese in crisi?

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